Associazione Psicologia della Rappresentazione

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nasce nel 1986, in Firenze, come associazione scientifico-culturale. Attualmente ha sede presso Gradiva, in Firenze, via delle Belle Donne, 13. 
 Ne è presidente Silvana Caluori, che ha anche la funzione di referente per la formazione.
Affiancandosi all’Istituto, Psicologia della rappresentazione si incarica di organizzare e promuovere  tutto quanto attiene alla questione della formazione dello psicoanalista, sul piano clinico, della ricerca  e della teoria.
L’idea che ne ispira e ne sostiene tuttora la fondazione può riassumersi nei seguenti principi:
-  la formazione dell’analista non è istituzionalizzabile secondo percorsi tecnici che ricalchino le richieste proprie di altre specialità professionali. Infatti:
-  essa attiene sostanzialmente ad una formazione umana che, a partire dall’esperienza d’analisi, mette in gioco il desiderio stesso di diventare analisti;
-  può dunque offrire condizioni di autenticità solo in un contesto di laboratorio, di ‘bottega’ (per esprimerne l’aspetto artigianale-artistico), cioè come formazione permanente, nello scambio e nell’esporsi del soggetto in rapporto ad altri, al di là del conseguimento di titoli o appartenenze.
-  E’ inoltre, nella nostra prospettiva, un percorso d’interrogazione che apra al confronto critico con i fondamenti e gli sviluppi del pensiero psicoanalitico, intesi come ‘rappresentazioni’, cioè momenti di pensabilità di ciò che attiene alla realtà psichica, al di là delle identificazioni immaginarie che sostengono ogni posizione dogmatica o di parte.

Alcuni principi associativi:

essere analisti si esprime nell’esercizio di una funzione e nella cura delle condizioni che attengono al sostenerne la posizione (posizione analitica), e non in una attribuzione di ‘ruolo’.
A tal fine l’associazione promuove lo scambio, l’aggiornamento e la formazione permanente fra i suoi membri. Ciò avviene anche attraverso un confronto in sede pubblica, con la partecipazione alle attività di anno in anno proposte attraverso Gradiva, nella sua sede o all’esterno.
Per i principi sopra esposti l’adesione all’associazione non è da intendersi, nella sua sostanza, come un’investitura attraverso l’attribuzione di un titolo, ma come atto di condivisione e di impegno al reciproco scambio e confronto, clinico e teorico-critico, che è ciò che sostanzia di fatto l’esperienza stessa dell’esporsi in qualità di psicoanalisti.