Breve nota storica

Gradiva e Psicologia della Rappresentazione sono due associazioni parallele che operano sinergicamente per la ricerca, la diffusione e la formazione nel contesto di una psicoanalisi “laica”, cioè critica e indipendente da saperi altri.
Per psicoanalisi critica intendiamo un ambito di pensiero e di ricerca trasversale, non dogmatico, in grado di mantenere aperta e attiva una costante interrogazione, in tensione fra i fondamenti della disciplina ed i suoi necessari sviluppi, in rapporto al mutare del contesto sociale e culturale.
Riconoscersi in una posizione laica, vale a dire autonoma, implica il riferimento alla densa indicazione freudiana del 1926 per cui la psicoanalisi, se tale, deve reggersi sulle sue sole gambe e non può confondersi, epistemicamente e nella sua etica, con altre discipline.
L’indirizzo attraverso cui operiamo per una ricerca critica è espresso, dallo stile attraverso cui si riconosce, nei termini di una psicologia della rappresentazione.
L’Istituto prende corpo nel corso dell’anno 1982-83, attraverso una serie di attività culturali e un seminario di formazione permanente, e nel gennaio del 1985 si costituisce legalmente, con atto notarile, in associazione scientifico culturale.
L’associazione gemella denominata “Psicologia della Rappresentazione” si costituisce legalmente nell’ottobre dell’anno seguente (1986), con la finalità di curare quanto attiene più in particolare alla formazione dell’analista, assumendo nel nome il taglio teorico-critico che la contraddistingue.
In virtù di questo sdoppiamento, all’Istituto viene così demandata l’organizzazione di attività culturali, di scambio e confronto, la promozione di eventi, gruppi di lavoro, seminari e corsi, teorici e clinici, che esprimano lo stile di lavoro e ricerca che ha il suo alveo nell’Associazione. Sul versante esterno Gradiva ha collaborato negli anni con Enti pubblici e privati, Scuole, ASL,  Ministero della Pubblica Istruzione, Provincie, ecc., attraverso incarichi individuali o convenzioni, per la realizzazione di progetti e interventi formativi nei settori della salute, della scuola e del sociale.
Un tratto che l’Istituto ha cercato di tener vivo nel tempo è l’apertura al confronto e allo scambio con analisti e studiosi di diversi orientamenti.